Esistono le Fate?

Osserva i ciclamini qui sopra e dimmi: esistono le Fate? Se anche tu da bambina cercavi il Piccolo Popolo sotto ogni foglia e dentro la corolla di ogni fiore, e se anche tu ti sei sempre rifiutata di crescere, forse la risposta la conosci già.

Le Fate rappresentano la parte più intima e spirituale della Natura.

Lucy Maud Montgomery, la celebre autrice di Anna dai Capelli rossi, dice la sua nel libro che amo di più: Emily di New Moon. E lo fa in un tenero dialogo tra la bambina protagonista e Jimmy, il cugino matto. Che poi tanto matto non era, per la verità.

Emily chiede se a New Moon — il posto dove era andata a stare perché, come ogni protagonista vittoriana che si rispetti, era rimasta orfana — esistono le Fate. E il cugino Jimmy risponde che certo che esistono e che i boschi lì intorno ne sono pieni. Anzi, tengono le aquilegie apposta per le Fate. E lei chiede: ma Fate vere davvero? Allora Jimmy risponde, serissimo:

Beh, sai, se le Fate fossero vere non sarebbero più Fate. Non credi?

Questa frase solo apparentemente contraddittoria racchiude in sé tutto il senso del Popolo dell’Incanto: gli Spiriti di Natura ci aiutano a sollevare il velo del reale che appare, e lo fanno dall’altra parte. Solo alzando quel velo possiamo entrare nel loro mondo.

Il soffio in grado di sollevare quel velo viene dalla bellezza più autentica, quella che si trova nella corolla di un fiore selvatico e nella voce del merlo a primavera, nel ruscello che al mattino sussurra al sole. In tutto quello che si chiama ispirazione e ci conduce nel Mondo dell’Incanto

Chiunque visiti quel mondo torna al di qua del velo con dei doni, che sono dei messaggeri: la musica, l’arte, la poesia, sono per me i Doni delle Fate. E sono dei Ponti. Dei ponti potenti. Riceverli è una grande responsabilità e devi metterli a frutto. Perché il loro fine ultimo è rendere gli umani consapevoli, affinché la Terra torni ad essere un posto migliore.

Ora osserva di nuovo la foto qui sopra. L’ho scattata nella primavera del 2014, il giorno prima di Ostara, vagando in solitudine per le campagne e nei boschi. Da allora la custodisco come un tesoro prezioso e segreto. Aspettava il giorno il cui l’Umana si decidesse a condividerla. E oggi, complice Calendimaggio, quel giorno è arrivato. Uno sguardo distratto vedrà solo i ciclamini e le foglie. A una visione più ampia, invece, il Piccolo Popolo si manifesta, oltre il reale che appare. Osserva bene. Riesci a vederlo?