Fata e Topino che parlano

Questa settimana ho dovuto prendere una decisione difficile: tornare a scrivere nella mia lingua madre, l’italiano, su tutti i miei canali social.

Ma come, stavamo aspettando la versione inglese anche del sito e del blog e ci deludi così?

Sì, e mi dispiace tanto. Per Michelle che mi segue dalla magica Irlanda, per Irina che mi scrive in russo, per Lisa che scrive fiabe dagli Stati Uniti e per tutte e tutti voi, Amiche e Amici delle Fate, che mi leggete e sostenete con affetto da ogni angolo fatato di questo pazzo Mondo.

Scrivere in una lingua che non è la mia è difficile e mi porta via molto tempo. Tempo tolto alle Fate in attesa di nascere. Trasportare gli Spiriti di Natura in questo piano materiale, attraverso l’arte, è il mio lavoro ed è tutta la mia vita. Su questo ho la necessità e il dovere di concentrare le mie energie. E sono convinta che se facciamo bene quello per cui siamo chiamati, tutto il resto si scioglie da sé.

Quindi – decisione ponderata e sofferta – d’ora in poi scriverò in italiano e, se un giorno diventerò ricca, affiderò la traduzione in inglese a un professionista.

L’altro ieri, quando l’ho annunciato su Instagram e Facebook, ero un po’ timorosa per le reazioni che avrei scatenato. E invece sono stata sommersa da una vera e propria ondata di affetto: mi sono sentita amata, compresa e sostenuta in tutte le lingue del mondo. Così mi scrive Helen: 

Daniela, no problem , you just write in Italian! We will cope with the translation into our native language. I’m constantly watch your tutorials on YouTube and enjoy listening to your speech and I even don’t read English subtitles. Italian is a very beautiful language. Opera singers from all over the world are going to study in Milan in La Scala 😉❤️❤️

E io mi sono commossa. Le vostre parole, cari Amici e Amiche delle Fate, sono gemme preziose che custodisco nel cuore. E vi ringrazio, davvero. Tutte hanno un grande valore per me e tornerò a leggerle, di tanto in tanto, nei momenti bui che a volte capitano in chi è così folle da percorrere il sentiero artistico. Perché mi ricordano che non sono sola, in quel sentiero, ma siamo mano nella mano, voi e io. 

Quest’esperienza mi ha insegnato che parlare in italiano, in inglese o in sumero antico è solo il velo superficiale di una comunicazione più profonda.

Tutte e tutti noi che amiamo la Natura e gli Spiriti che la rappresentano, che parliamo con le piante e con gli animali, e che attraverso un processo creativo o artistico esprimiamo o riconosciamo l’Invisibile, parliamo la stessa lingua. È una lingua che ha una vibrazione più alta, che si rivolge al cuore invece che all’orecchio. È la lingua delle Fate.