La fragilità della pasta polimerica

Il mondo dei polymer clay artist si divide in due categorie: quelli che dicono che la pasta polimerica è fragile e quelli che sostengono che è indistruttibile. 

A quest’ultima categoria in genere appartengono i creatori di bijoux e di oggetti di design, mentre la prima è appannaggio degli scultori figurativi, oltre che di alcuni miniaturisti. Alzi la mano il doll maker che non sente un brivido lungo la schiena quando, durante il lavoro, le dita della sua creatura vanno a sbattere sul tavolo! L’Umana trema ogni volta che la coda di uno dei suoi Topini in scala 1/12 sfiora le sue dita, per dire. E tu a quale categoria appartieni?

Nessuna delle due è assoluta. È naturale che le orecchie a punta di un mini Coniglietto o le piccole dita di una Fata – oltre alle code dei Topini – abbiano bisogno di delicatezza e riguardo (è proprio in fatto di educazione, aggiungerei! 😄). Ma molto spesso la pasta polimerica è fragile perché è cotta male o per troppo poco tempo, tempo che è diverso per ogni scultura e che dipende dalle dimensioni, ma che non può essere mai inferiore ai venti minuti. Pensa che le mie bambole più grandi, come Celidonia, sono rimaste in forno anche per 60 minuti!

Come fare, quindi, per rendere la pasta polimerica (quasi) indistruttibile?

  • Presta attenzione alla cottura: se è vero che la pasta polimerica inizia ad indurire già a 80°C è anche vero che a quella temperatura è estremamente fragile. Tutte le paste polimeriche induriscono in modo corretto oltre i 100°C e per la maggior parte di loro la temperatura giusta è di 130°C, ma leggi sempre le indicazioni scritte sulla confezione, perché ogni marca ha le sue caratteristiche.
  • I termostati dei forni spesso sono bugiardi, non fidarti mai di loro! Inserisci sempre un termometro esterno e metti i lavori dentro solo dopo che la temperatura si è ben stabilizzata e resta costante.
  • Lascia raffreddare i lavori in forno prima di estrarli per evitare shock termici.
  • Aggiungi una goccia di Fimo liquid all’impasto, lo renderà più elastico e quindi più resistente agli urti una volta cotto.
  • Sperimenta diversi mix di paste polimeriche e fai delle prove di cottura: modella un vermiciattolo dello spessore di qualche mm e sottoponilo a dei test; una volta cotto e raffreddato alla temperatura giusta, dovrai essere in grado di piegarlo e di “annodarlo” (tipo un brezel). Se si spezza, significa che la temperatura è ancora troppo bassa. Ma attenzione a non alzarla troppo, aumenta solo di 5°C gradi per volta. 


Ultimo ma più importante: vietato scoraggiarsi! Dobbiamo sempre continuare a modellare

Anche se ci tocca rifare un dito, una codina o l’intera scultura (capita anche ai più bravi).
Gli errori sono preziose chiavi di conoscenza e, se compresi, rendono più intensa la relazione (quella sì indistruttibile) con la meravigliosa arte del modellato e delle miniature in pasta polimerica.

Se pensi che questo articolo possa essere utile, condividilo. Da qualche parte nel mondo, un creativo te ne sarà grato. E le Fatine e l’Umana ne saranno felici ♡