Modellato in Pasta Polimerica Coniglietto

Una delle domande che ricevo più spesso, ogni volta che pubblico un nuovo video tutorial su YouTube, o il work in progress di una nuova scultura, è questa:

Quale pasta polimerica usi?

E io sono sempre un po’ in difficoltà, perché in realtà non esiste una pasta polimerica migliore delle altre. Non c’è una pasta modellabile giusta per tutti i lavori e, soprattutto, non ce n’è una che sia giusta per tutti.

Questo è il motivo per cui la maggior parte delle artiste – tra cui la sottoscritta – crea dei mix personali, che variano di progetto in progetto. 

Ogni Scultura è Unica

Per le mie Fate dalla pelle più diafana generalmente miscelo ⅔ di Sculpey Living Doll Light e ⅓ di You Clay bianco, ma a volte aggiungo anche del Fimo Professional color carne.

Per i miei Elfi nelle Noci, invece, amo utilizzare il Prosculpt Caucasian con l’aggiunta di un po’ di You Clay bruno, anche se in alcuni casi uso lo Sculpey con la You Clay beige e quella bruna.

Per le miniature piccine come i Topini, invece, utilizzo la Kato Clay, che dà loro anche un bel manto lucido.

Per le Micro Fatine al contrario non la uso, perché non mi piace la finitura che questa pasta conferisce all’incarnato, e preferisco unire il Prosculpt al Pardo, ma faccio riposare l’impasto tra due fogli di carta, per renderlo meno morbido. 

Come vedi, le paste e gli impasti possono essere praticamente infiniti, come infinite sono le creature che aiutano a nascere. Per ogni scultura, il suo mix.

Ogni Persona è Unica

Queste miscele, infine, anche se giuste per me, potrebbero non essere giuste per te.

Questo perché la temperatura delle mie mani è diversa dalla tua, così come la tua è diversa da quella di un’altra persona. E anche il modo di manipolare e condizionare la pasta è soggettivo, perché dipende dalle caratteristiche uniche, proprie della persona che modella.

Quindi il mio consiglio è uno solo: sperimenta.

Crea i tuoi mix, verificane le proprietà, provane di nuovi e vedi come funzionano per te. Finché non trovi il “tuo”. E durante il cammino, se ti va, raccontami i tuoi esperimenti, i tuoi dubbi e le tue curiosità nei commenti qui sotto. Sarò felice di continuare con te questa conversazione e sono curiosa di conoscere i “tuoi” mix.